{"id":391,"date":"2022-01-07T19:47:24","date_gmt":"2022-01-07T18:47:24","guid":{"rendered":"http:\/\/192.168.178.131\/wordpress\/?page_id=391"},"modified":"2023-12-13T18:50:03","modified_gmt":"2023-12-13T17:50:03","slug":"biografia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.leopaglione.it\/?page_id=391","title":{"rendered":"BIOGRAFIA"},"content":{"rendered":"\t\t<div data-elementor-type=\"wp-page\" data-elementor-id=\"391\" class=\"elementor elementor-391\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-0719e0f elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"0719e0f\" data-element_type=\"section\" data-e-type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-dd0c9b3\" data-id=\"dd0c9b3\" data-element_type=\"column\" data-e-type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-e36a6a6 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"e36a6a6\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h1 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Giovanni Leo Paglione<\/h1>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b705924 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"b705924\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Biografia<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-355cf4d elementor-drop-cap-yes elementor-drop-cap-view-default elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"355cf4d\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-settings=\"{&quot;drop_cap&quot;:&quot;yes&quot;}\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p>Nato a Capracotta il 12 giugno del 1917, \u00e8 vissuto a Campobasso, dove ha operato nel campo della pittura fino alla sua tragica scomparsa avvenuta il 21 maggio 2004.<br \/>La sua formazione artistica avvenne in un arco di tempo di oltre dieci anni sotto la guida del maestro Amedeo Trivisonno, nel periodo in cui quest\u2019ultimo affresc\u00f2 molte chiese molisane.<br \/>Avendo particolare attitudine per le arti figurative, G.L. Paglione apprese facilmente l\u2019arte del disegno e le varie tecniche pittoriche. Durante questi anni, vissuti intensamente tra le volte, le cupole e le pareti dei luoghi sacri, egli fece tesoro delle tante esperienze e dei consigli del maestro, che gli consentirono di esprimere, in forma personalizzata, il suo linguaggio artistico permeato di una grande sensibilit\u00e0 cromatica, riscontrabile nelle opere ad affresco e ad olio.<br \/>Il maestro Amedeo Trivisonno ebbe particolare predilezione e stima per questo allievo e ci\u00f2 si desume sia dagli ottimi rapporti che vi sono stati sempre tra loro, sia dalle lettere che gli scrisse durante la sua permanenza in Egitto, dalla citt\u00e0 del Cairo.<br \/>L\u2019attenzione dell\u2019artista \u00e8 rivolta anche alla pittura di Marcello Scarano che amava la sintesi dell\u2019impressionismo. L\u2019influsso della pittura di Scarano \u00e8 presente, infatti, in una parte della produzione artistica di Paglione, ma l\u2019impronta pi\u00f9 profonda e duratura \u00e8 quella del maestro Trivisonno.<br \/>La maggior parte delle sue opere sono di ispirazione sacra e si trovano in molte chiese molisane e di altre regioni.<br \/>Tra le pi\u00f9 importanti nel Molise ricordiamo i dipinti nella parrocchiale e nella Chiesa di S. Maria Assunta a Sepino; nella Chiesa di S. Bernardino a Vinchiaturo; nella parrocchiale di Carpinone; Montenero Valcocchiara, Montelongo, Montefalcone del Sannio, Salcito; nel Convento di S. Elia a Pianisi; nella Cappella di S. Maria di Loreto a Capracotta, nella Cattedrale di Trivento; nella cattedrale e nella Chiesa di S. Antonio di Padova e nella Cappella di S. Giovannello a Campobasso. Tra le opere fuori Regione ricordiamo quelle nella Chiesa di Gesualdo (Avellino); nelle parrocchiali di Castiglione Messer Marino (Chieti), di Guardiabruna (Chieti), di Roio del Sangro (Chieti); nella Chiesa di S. Maria degli Angeli a Pietrelcina (Benevento) e nel Convento delle Suore Immacolatine di Roma.<br \/>Nella sua vasta attivit\u00e0 artistica occupa un posto di rilievo anche la pittura da cavalletto. Interessanti sono i suoi paesaggi dai toni luminosi, le sue nature morte dalla ricca gamma cromatica e la ritrattistica. Tra i tanti ritratti di Giovanni Leo Paglione sono ricorrenti quelli dei propri famigliari e in questa produzione si coglie l\u2019amore dell\u2019artista per i suoi congiunti.<br \/>Tra i primi ritratti troviamo quelli dei genitori in atteggiamento pensoso. Il ritratto della madre lo ripete successivamente con colorazione pi\u00f9 densa e con forti accenti chiaroscurali. Bello \u00e8 quello della nonna intenta a fare la calza secondo un\u2019antica tradizione. In esso \u00e8 notevole l\u2019effetto della luce che, provenendo da un finestra, crea forti chiaroscuri. Numerosi sono i ritratti della prima e seconda moglie in vari atteggiamenti. Merita particolare attenzione quello della prima moglie con velo e borsetta, dallo sguardo assorto rivolto verso il basso, in cui vi sono effetti coloristici di ispirazione impressionistica. Molto elaborato nel disegno e nel colore \u00e8 il ritratto della figlia Grazia, seduta in poltrona con lo scialle e con drappeggio rosso sullo sfondo.<br \/>Numerosi i ritratti degli altri figli, delle nuore e dei nipoti, di amici e di vari committenti.<br \/>Interessante \u00e8 quello di un pastore di Capracotta, in cui l\u2019artista esprime in forma compiuta il carattere forte del montanaro, provato da una vita fatta di stenti e di sofferenze.<br \/>Non mancano gli autoritratti, molti dei quali rappresentano il maestro mentre dipinge. Paglione ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, riscuotendo consensi di critica e di pubblico. Egli riesce a coniugare le doti artistiche a quelle umani, perch\u00e9 \u00e8 persona semplice, dotata di grande equilibrio e signorilit\u00e0.<\/p><h6><i><b>(Corrado Carano)<\/b><\/i><\/h6><div><i><b>\u00a0<\/b><\/i><\/div><p>VOLTI\u2026 CHE PENSANO.<br \/>I personaggi di Leo Paglione presentano volti che pensano.<br \/>In verit\u00e0, il termine \u201cpersonaggi\u201d \u00e8 anche eccessivo, addirittura retorico. In questa produzione artistica si rivelano le sembianze di umanit\u00e0 multiforme, pi\u00f9 o meno marcata, ma sempre umanit\u00e0.<br \/>In ogni volto ne rifluisce un frammento, per cui, per averne un quadro completo occorrerebbe metterli tutti insieme, quasi in una composizione a mosaico che giunga a compendiarne le mille forme: serena, gioiosa, esuberante, estetica, dolorosa, enigmatica\u2026 ma pur sempre pensosa.<br \/>E\u2019una pittura forte quella di Leo Paglione perch\u00e9 esprime pensieri e sentimenti forti .<br \/>Fuori e oltre la ritrattistica, che probabilmente rappresenta il meglio della sua produzione, vi compaiono scene e immagini di popolo dai volti appena segnati, dal capo spesso reclino, quasi a nascondere il mistero che si cela in ciascuno, uomo o donna che sia. Volti e folle d\u2019altri tempi come tratti da un romanzo russo dell\u2019Ottocento, in cui le parole non dicono mai abbastanza, perch\u00e9 il senso \u00e8 oltre le parole.<br \/>Non \u00e8 eccessivo affermare che Leo Paglione rappresenta l\u2019umanit\u00e0 forte di questa terra del Molise, in quei valori e significati che vanno oltre questo tempo e questo spazio e perci\u00f2 destinata a trasmettere messaggi che non si lasciano imprigionare nelle parole.<br \/>Il linguaggio dei segni \u00e8 essenziale, in taluni passaggi i tratti appaiono solo abbozzati, diviene poi attento nella ricerca dei particolari significativi. Allora il pennello si insinua, come in punta di piedi, alla ricerca del senso di ciascuna storia, di vicende umane che incutono dignitoso rispetto, che attraggono talora, ma che, nel contempo, mantengono la distanza. Quasi a dire che ognuna di queste storie l\u2019artista l\u2019ha incontrata, vi ha in qualche modo partecipato, ma sempre col dovuto riserbo.<\/p><p><b><i>(Leo Leone)<\/i><\/b><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3e68289 elementor-align-center elementor-widget elementor-widget-button\" data-id=\"3e68289\" data-element_type=\"widget\" data-e-type=\"widget\" data-widget_type=\"button.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-button-wrapper\">\n\t\t\t\t\t<a class=\"elementor-button elementor-button-link elementor-size-sm\" href=\"https:\/\/www.leopaglione.it\/\">\n\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-content-wrapper\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<span class=\"elementor-button-text\">INDIETRO<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/span>\n\t\t\t\t\t<\/a>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Leo Paglione Biografia Nato a Capracotta il 12 giugno del 1917, \u00e8 vissuto a Campobasso, dove ha operato nel campo della pittura fino alla sua tragica scomparsa avvenuta il 21 maggio 2004.La sua formazione artistica avvenne in un arco di tempo di oltre dieci anni sotto la guida del maestro Amedeo Trivisonno, nel periodo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-391","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leopaglione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/391","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leopaglione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leopaglione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leopaglione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leopaglione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=391"}],"version-history":[{"count":65,"href":"https:\/\/www.leopaglione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/391\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":900,"href":"https:\/\/www.leopaglione.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/391\/revisions\/900"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leopaglione.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=391"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}